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Comune di Albosaggia

L’AMBIENTE NATURALE
DI ALBOSAGGIA

 

L’ambiente fisico
Il territorio del comune di Albosaggia, si estende sul versante settentrionale delle Alpi Orobie, da una quota di 290 metri s.l.m. fino al crinale, coprendo una superficie di 3425 ettari.
Le cime più alte, il Pizzo Campaggio (2502 m) e il Pizzo Meriggio (2358 m), si trovano alla testata del territorio comunale a dominio la vallata e offrono una spettacolare vista sul versante Retico. Questi monti, come del resto l’intera struttura geologica della zona, sono costituiti da rocce metamorfiche molto antiche, risalenti a oltre 300 milioni di anni fa.
conoide di albosaggia La parte bassa del paese è collocata su un conoide alluvionale (o di deiezione), questi conoidi sono riconoscibili per la forma a ventaglio, alto in mezzo, basso ai lati e inclinato dalla base del versante verso il centro del fondovalle. I conoidi sono formati da materiale trasportato e depositato dal torrente durante periodi di forte attività erosiva.

 

La vegetazione
I territori montuosi, come quello di Albosaggia, presentano paesaggi che variano con l’altitudine. Se si immagina di percorrere un sentiero che parte dal fondovalle e sale fino alle vette, si possono esaminare i principali ambienti che si incontrano. In questo caso alle quote inferiori, in prossimità del fiume Adda, fino a qualche centinaio di metri sopra, bosco di latifoglietroviamo boschi di latifoglie con il frassino (Fraxinus excelsior), la roverella (Quercus pubescens) il salicone (Salix caprea), il pioppo tremulo (Populus termula) e il castagno (Castanea sativa), quest’ultimo diffuso in passato dall’uomo che ne utilizzava i frutti come una delle principali fonti alimentari e ora divenuta essenza dominante.
Il limite del bosco di latifoglie coincide approssimativamente con l’inizio del Parco delle Orobie Valtellinesi, istituito nel 1989 per tutelare la natura in molte aree ancora incontaminata di queste valli poco conosciute dal turismo di massa. Al di sopra di questo limite, ad una quota che va dai 1200 metri fino ai 1600 –1900 metri crescono rigogliosi i boschi di conifere dominati dal larice (Larix decidua) e dall’abete rosso (Picea abies), favorito nella diffusione dagli interventi dell’uomo nel corso dei secoli a scapito di altre specie che risultano attualmente più rare, come il faggio (Fagus sylvatica) e l’abete bianco (Abies alba). A quote più elevate prevalgono il pino mugo (Pinus mugo), i cespuglieti a rododendro (Rhododendrum ferruggineum) che rappresentano la naturale continuazione della foresta di conifere in condizioni climatiche troppo severe per permettere la presenza di uno strato arboreo continuo e chiuso.

 

La fauna
Nel territorio di Albosaggia, se si eccettua la presenza dei grossi predatori , come l’orso (Ursus artos), picchio rossola lince (Felis lynx)civetta nana e il lupo (Canis lupus), estintisi all’inizio del secolo a causa della spietata caccia da parte dell’uomo, si trovano pressoché tutte le specie tipiche degli ambienti alpini che determinano in questo modo l’esistenza di comunità animali ricche e complesse. I boschi sono abitati da numerose specie di uccelli: dalle comunissime cincie (genere Parus) al Gallo cedrone (Tetrao urogallus), specie molto esigente dal punto di vista ambientale. Comuni nelle aree boscose sono anche il picchi , come il picchio verde (Picus viridis), il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) e il picchio nero (Dryocopus martius). aquilaTra i rapaci notturni del bosco di conifere troviamo la civetta nana (Glaucidium passerinum), il più piccolo rapace notturno europeo, e la civetta capogrosso (Aegolius funereus), mentre allocco (Strix aluco) e gufo comune (Asio otus) si trovano a quote inferiori. Le selve sono anche abitate da uccelli predatori diurni come l’astore (Accipiter gentilis) e lo sparviero (Accipiter nisus), mentre tra i mammiferi predatori troviamo la martora (Martes martes) e la faina (Martes foina), due Mustelidi rispettivamente legati al bosco montano e alle zone più antropizzate del fondovalle e delle medie quote. Le quote più elevate sono invece dominio incontrastato dell’aquila (Aquila chrysaethos), predatore al vertice della catena alimentare, e della sua preda per eccellenza,marmotta la comunissima marmotta (Marmota marmota). Altri piccoli predatori sono l’ermellinoermellino (Mustela erminea), la donnola (Mustela nivalis) che si trova a quote inferiori, e tra i Rettili la vipera comune (Vipera berus).
Animale molto appariscente è il gallo forcello (Tetrao tetrix) conosciuto per le spettacolari parate primaverili, mentre altro galliforme decisamente mimetico è la pernice bianca (Lagopus mutus), specie piuttosto rara e qui protetta. Altra specie particolarmente mimetica che abita le quote più elevate è la lepre variabile (Lepus timidus). Tra gli Ungulati, particolarmente diffusi sono il camoscio e il capriolo, quest’ultimo diffuso prevalentemente nelle zone di radura a quote più basse.

La riserva naturale "Bosco dei Bordighi"
I boschi ripariali, ridotti spesso a non più che stretti corridoi di salici o di ontani compressi fra i coltivi e l'argine dei fiumi bosco dei bordighisono armai rari in Valtellina. Qualche boschetto di limitata estensione è tuttora presente, soprattutto lungo l' Adda nella media Valtellina, l'esempio più significativo Infiorescenza di viburnum opulusè probabilmente il Bosco dei Bordighi, oggi Riserva Naturale. situato sulla sinistra dell'Adda, fra i comuni di Faedo e Albosaggia. Pur essendo di modeste dimensioni e circondato da aree fortemente antropizzate , il Bosco dei Bordighi mostra alcuni degli aspetti più caratteristici della vegetazione ripariale in uno stato di sufficiente conservazione e tipicità. Infiorescenza di Cornus sanguineaBoscaglie costituite quasi esclusivamente da ontano bianco che ospitano floridi popolamenti della rara felce penna di struzzo, si intersecano con tratti a saliceto a salice bianco in cui albergano alcuni esemplari arborei di notevoli dimensioni. e con La rara felce metteuccia Struthiopteris formazioni di ambienti meno unmidi con tiglio e robinia. mentre una fascia arbustiva a salici di sponda (soprattutto Salix purpurea e S. eleagnos) è insediata sui greti e sulle sabbie fluviali. La flora della Riserva è ulteriormente impreziosita dalla presenza di alcune specie non comuni in provincia di Sondrio, quali Allium ursinum, Cardamine heptaphylIa, Mercurialis perennis, Leucojum vernum, Ophioglossum vulgatum.